venerdì 23 dicembre 2011

Io vi pagherei a cottimo... Una provocazione di Don Milani


Se ognuno di voi sapesse che ha da portare innanzi a ogni costo tutti i ragazzi e in tutte le materie, aguzzerebbe l'ingegno per farli funzionare.
Io vi pagherei a cottimo.
Un tanto per ragazzo che impara tutte le materie. O meglio multa per ogni ragazzo che non ne impara una.
Allora l'occhio vi correrebbe sempre su Gianni.
Cerchereste nel suo sguardo distratto l'intelligenza che Dio ci ha messa certo uguale agli altri.
Lottereste per il bambino che ha più bisogno, trascurando il più fortunato, come si fa in tutte le famiglie.
Vi svegliereste la notte con il pensiero fisso su lui a cercar un modo nuovo di fare scuola, tagliato su misura sua.
Andreste a cercarlo a casa sua se non torna.
Non vi dareste pace, perché la scuola che perde Gianni non è degna d'essere chiamata scuola…"
 



5 commenti:

  1. Ci siamo fatti coinvolgere da questa provocazione, ci abbiamo creduto e qualcuno di noi continua a crederci.
    Ora però come la mettiamo con l'OCSE, l'INVALSI, le ultime scelte in fatto di handicap, il rigore, la disciplina e la meritocrazia invocata da tutti come il balsamo salvifico della società tutta?
    Persino i genitori talvolta vengono a proporre soluzione da re Erode... lì davvero mi cadono le braccia, quando penso alla mancanza di pietas oppure all'assenza, in molti, di una presa di coscienza della realtà e dell'interrogativo che ne conseguirebbe: " Cosa ne facciamo se non ce la fa?"

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  2. I genitori quando pensano di far "il bene" dei figli non conoscono pietà nè solidarietà. A loro interessa solo che si facciano gli interessi o quelli che reputano essere gli interessi, del pargolo. Tant'è che di solito invocano rigore e severità per i figli degli altri ma quando i figli subiscono le conseguenze dell'applicazione rigorosa di una regola si trasformano in sindacalisti dei figli

    I ragazzi di Barbiana accusavano la scuola del loro tempo di essere nozionista; di insegnare cose non utili nella vita reale; di non contribuire alla formazione dello spirito critico e della voglia di apprendere; di espellere i poveri; di usare il voto come strumento di discriminazione; di essere una scuola di CLASSE cioè di riprodurre le disuguaglianze sociali ed conomiche. ....

    Qualcosa è cambiato? Possiamo dire che la scuola fornisca a tutti uguali opportunità di avere successo a scuola?

    Il Rapporto sulla scuola in Italia 2011 della Fondazione Anelli "mette in luce come sia proprio alle scuole medie che esplodono in modo drammatico i divari di apprendimento determinati dall’origine socio-culturale degli studenti, che invece le scuole elementari riescono a contenere con successo. La probabilità di essere in ritardo alla fine delle medie da parte di uno studente figlio di genitori con licenza media è quattro volte superiore a quella del compagno figlio di genitori laureati, quella di uno studente straniero nato all’estero e scolarizzato in Italia è addirittura venti volte superiore a quella di un italiano. I divari sociali di apprendimento che nascono alle medie rischiano di compromettere il percorso scolastico, specialmente degli studenti di origine più svantaggiata. Questi divari e ritardi diventano, infatti, irrecuperabili alle superiori, generando la grave piaga dell’abbandono, mettendo a rischio il futuro di troppi ragazzi e, in definitiva, privando il Paese di risorse umane preziose in una fase storica così difficile e incerta. ( dal sito della Fondazione Agnelli)

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  3. Personalmente posso dire che, pur non venendo pagata a cottimo,
    -cerco l'intelligenza nello sguardo distratto di qualche alunno
    -lotto per il bambino che ha più bisogno, cercando di non trascurare nemmeno il più fortunato
    -se proprio non mi sveglio la note, rimango "su" fino a tarda ora, navigando alla ricerca di nuove strategie o "cercando nella mia testa" e nel mio bagaglio di esperienze un modo nuovo di fare scuola
    -telefono a casa, se un bambino non viene a scuola ripetutamente
    .... e, come me, sono sicura che si comportano tante altre colleghe che,interpellate via mail per la risoluzione di un "dubbio educativo-didattico", mi rispondono, passata la mezzanotte, oppure si riuniscono periodicamente nel gruppo di Auto Mutuo Aiuto, anche senza garanzia di compenso.
    SIAMO FORSE FUORI LUOGO NEL MONDO DEL MENEFREGHISMO E DELL'APPROSSIMAZIONE GENERALE?

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    1. Intorno a me vedo tante persone che si comportano nel modo che hai descritto. Ma come dici tu spesso si sentono fuori luogo, anche per la mancanza di supporto da parte dell'organizzazione e del sistema scolastico. Molte delle strategie didattiche che ci affanniamo a cercare e studiare richiedono attività con piccoli gruppi di alunni, aule attrezzate come piccoli laboratori con tanti materiali anche audiovideo a disposizione. Ma a disposizione abbiamo per lo più libri, quaderni e fotocopie... Neanche più la presenza di un insegnante per classe è certa: vedi lo smembramento delle classi per la mancata nomina del supplente.
      IL SISTEMA SCUOLA SI DEVE PORRE IL PROBLEMA DI GIANNI. sennò saremo a posto con la coscienza ma ci sembrerà di combattere con i mulini a vento.
      L.F.

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    2. Sono d'accordo con i due commenti che leggo qui sopra.
      So che decine di insegnanti si impegnano e si spendono in prima persona -di solito senza compensi aggiuntivi, anzi!- per far sì che la scuola sia un luogo dove si cresce, un luogo che può in alcuni casi fare la differenza nella vita delle persone.
      Sospetto tuttavia che esista una forte volontà politica che invoca il fallimento della scuola pubblica e, avendone le possibilità, mette continuamente in atto azioni di deprivazione sistematica e diffusa.
      Occorre ribellarsi, oltre che come singolo, come corpo docente.

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