domenica 13 gennaio 2013

L'insegnante è un impiegato della conoscenza

Segnalo un interessante dibattito sul blog di  Gianni Marconato

Riporto alcuni stimoli- provocazione tratte dall'articolo
"....il libro di testo, dettando la programmazione didattica all’insegnante, lo priva di una delle funzioni più ricche del suo mestiere e lo confina in un ruolo di mero esecutore di un copione deciso da altri.--"

.... L’illusione è che il nostro mestiere sia culturalmente qualificato: è invece una prestazione impiegatizia di basso livello (poco fare, poco pagare) in un sistema di istruzione a bassi investimenti, con intorno un ceto parassitario di grilli parlanti. Gli afflati individuali – io ne ho avuti per 30 anni, pensando che fossero andamenti collettivi – sono eccezioni, non regole ( Marco Guastavigna)...

Link al blog per leggere l'articolo completo.
http://www.giannimarconato.it/2013/01/linsegnante-e-un-impiegato-della-conoscenza/
 Che ne dite?

1 commento:

  1. Leggendo per intero l'articolo,sono rimasta clpita dal paragone tra l'insegnante ed un artigiano:...
    "L’apprendimento è un processo biologico, non meccanico
    L’insegnamento è una attività artigianale, non industriale (1)
    L’artigiano lavora su pezzi unici, progetta continuamente, aggiusta il lavoro in corso d’opera, costruisce i propri strumenti.
    Fuori di analogia, il lavoro dell’insegnante è un tipico lavoro che richiede un intervento che si sviluppa lungo tutto il processo “produttivo”."

    Come ci si può fossilizzare su un programma ripetitivo che segue pedestremente il testo adottato e/o si ripropne sempre uguale quando i bambini su cui lavoriamo sono in "costante evoluzione" e comunque sempre diversi tra loro?



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