Segnalo un interessante dibattito sul blog di Gianni Marconato
Riporto alcuni stimoli- provocazione tratte dall'articolo
"....il libro di testo, dettando la programmazione didattica all’insegnante,
lo priva di una delle funzioni più ricche del suo mestiere e lo confina
in un ruolo di mero esecutore di un copione deciso da altri.--"
.... L’illusione è
che il nostro mestiere sia culturalmente qualificato: è invece una
prestazione impiegatizia di basso livello (poco fare, poco pagare) in un
sistema di istruzione a bassi investimenti, con intorno un ceto
parassitario di grilli parlanti. Gli afflati individuali – io ne ho
avuti per 30 anni, pensando che fossero andamenti collettivi – sono
eccezioni, non regole ( Marco Guastavigna)...
Link al blog per leggere l'articolo completo.
http://www.giannimarconato.it/2013/01/linsegnante-e-un-impiegato-della-conoscenza/
Che ne dite?
Leggendo per intero l'articolo,sono rimasta clpita dal paragone tra l'insegnante ed un artigiano:...
RispondiElimina"L’apprendimento è un processo biologico, non meccanico
L’insegnamento è una attività artigianale, non industriale (1)
L’artigiano lavora su pezzi unici, progetta continuamente, aggiusta il lavoro in corso d’opera, costruisce i propri strumenti.
Fuori di analogia, il lavoro dell’insegnante è un tipico lavoro che richiede un intervento che si sviluppa lungo tutto il processo “produttivo”."
Come ci si può fossilizzare su un programma ripetitivo che segue pedestremente il testo adottato e/o si ripropne sempre uguale quando i bambini su cui lavoriamo sono in "costante evoluzione" e comunque sempre diversi tra loro?