domenica 17 marzo 2013

LO SPORT A SCUOLA

Una importante ricerca italiana, curata dall’ Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino ed effettuata su undicenni frequentanti la prima media e sottoposti ad una visita medico sportiva nell’anno scolastico 2011-12, evidenziano un incremento del numero dei ragazzi che praticano regolarmente sport agonistico.
Questa impegno sportivo programmato non appare però sufficiente da solo a determinare un controllo ottimale del peso e a bilanciare in modo adeguato il rapporto tra le calorie giornaliere apportate e quelle spese. Se infatti, da un lato, i più giovani e le loro famiglie dimostrano una maggior sensibilità verso la pratica sportiva, dall’altro la ricerca restituisce un dato decisamente meno confortante di un continuo trend in crescita dei parametri relativi al peso corporeo , anche in relazione alla statura, con alte percentuali di obesità . Stato preoccupante e conseguenza di uno stile di vita comunque ancora troppo sedentario e di abitudini alimentari non corrette. Esiste, però, uno strumento potentissimo, un farmaco miracoloso: la pratica sportiva abbinata ad una attività motoria anche in altra parte del tempo libero, sostituendo giochi e passatempi sedentari con il movimento ed una corretta alimentazione .
La pandemia di inattività fisica che apre la porta a malattie cardiovascolari, obesità, diabete, a forme di patologie oncologiche, a disturbi della personalità è il vero nemico. Oggi si parla di tagli lineari o di tasse sulle bibite gassate ma il vero investimento sul nostro futuro è quello di appassionarci, insieme ai nostri alunni e figli, all’attività fisica come consuetudine quotidiana  Serve un atto rivoluzionario che collochi l’educazione alla pratica sportiva nella gerarchia delle cose importanti a partire dalla scuola primaria, il luogo dove si imparano le passioni e dove, purtroppo, spesso viene relegata a materia di serie B da insegnanti e genitori. Una regolare attività fisica non è oggi solo un atto individuale. È dovere civile, esprime rispetto nei confronti della comunità. È il modo più efficace di difendere il nostro diritto costituzionale alla salute. Lo sport è strumento di socializzazione, integrazione, è palestra di regole, scuola di fatica, disciplina, merito. Tutti d’accordo: queste sono parole chiave di cui oggi l’Italia ha fame Non c’entrano, per una volta, le parole agonismo, prestazione, vittoria: saranno meravigliosi effetti collaterali di un numero aumentato di sportivi praticanti.

1 commento:

  1. I problemi derivano soprattutto dal fatto che l'attività fisica per i bambini/ragazzi di oggi è limitata alle due ore settimanali di educazione fisica o motoria e per qualcuno al corso di calcio o pallavolo.
    Per il resto solo ginnastica dei pollici per giocare alla play o movimenti "finti" davanti all Wii.

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