Questa impegno sportivo programmato
non appare però sufficiente da solo a determinare un controllo ottimale del
peso e a bilanciare in modo adeguato il rapporto tra le calorie giornaliere
apportate e quelle spese. Se infatti, da un lato, i più giovani e le loro
famiglie dimostrano una maggior sensibilità verso la pratica sportiva,
dall’altro la ricerca restituisce un dato decisamente meno confortante di un
continuo trend in crescita dei parametri relativi al peso corporeo , anche in
relazione alla statura, con alte percentuali di obesità . Stato preoccupante e
conseguenza di uno stile di vita comunque ancora troppo sedentario e di abitudini
alimentari non corrette. Esiste, però, uno strumento
potentissimo, un farmaco miracoloso: la pratica sportiva abbinata ad una
attività motoria anche in altra parte del tempo libero, sostituendo giochi e
passatempi sedentari con il movimento ed una corretta alimentazione .
La pandemia di inattività fisica che apre la porta a malattie cardiovascolari, obesità, diabete, a forme di patologie oncologiche, a disturbi della personalità è il vero nemico. Oggi si parla di tagli lineari o di tasse sulle bibite gassate ma il vero investimento sul nostro futuro è quello di appassionarci, insieme ai nostri alunni e figli, all’attività fisica come consuetudine quotidiana Serve un atto rivoluzionario che collochi l’educazione alla pratica sportiva nella gerarchia delle cose importanti a partire dalla scuola primaria, il luogo dove si imparano le passioni e dove, purtroppo, spesso viene relegata a materia di serie B da insegnanti e genitori. Una regolare attività fisica non è oggi solo un atto individuale. È dovere civile, esprime rispetto nei confronti della comunità. È il modo più efficace di difendere il nostro diritto costituzionale alla salute. Lo sport è strumento di socializzazione, integrazione, è palestra di regole, scuola di fatica, disciplina, merito. Tutti d’accordo: queste sono parole chiave di cui oggi l’Italia ha fame Non c’entrano, per una volta, le parole agonismo, prestazione, vittoria: saranno meravigliosi effetti collaterali di un numero aumentato di sportivi praticanti.
La pandemia di inattività fisica che apre la porta a malattie cardiovascolari, obesità, diabete, a forme di patologie oncologiche, a disturbi della personalità è il vero nemico. Oggi si parla di tagli lineari o di tasse sulle bibite gassate ma il vero investimento sul nostro futuro è quello di appassionarci, insieme ai nostri alunni e figli, all’attività fisica come consuetudine quotidiana Serve un atto rivoluzionario che collochi l’educazione alla pratica sportiva nella gerarchia delle cose importanti a partire dalla scuola primaria, il luogo dove si imparano le passioni e dove, purtroppo, spesso viene relegata a materia di serie B da insegnanti e genitori. Una regolare attività fisica non è oggi solo un atto individuale. È dovere civile, esprime rispetto nei confronti della comunità. È il modo più efficace di difendere il nostro diritto costituzionale alla salute. Lo sport è strumento di socializzazione, integrazione, è palestra di regole, scuola di fatica, disciplina, merito. Tutti d’accordo: queste sono parole chiave di cui oggi l’Italia ha fame Non c’entrano, per una volta, le parole agonismo, prestazione, vittoria: saranno meravigliosi effetti collaterali di un numero aumentato di sportivi praticanti.
I problemi derivano soprattutto dal fatto che l'attività fisica per i bambini/ragazzi di oggi è limitata alle due ore settimanali di educazione fisica o motoria e per qualcuno al corso di calcio o pallavolo.
RispondiEliminaPer il resto solo ginnastica dei pollici per giocare alla play o movimenti "finti" davanti all Wii.