Avari con la scuola già un secolo fa
"Non è possibile tenere la penna in mano. I ragazzi piangono dal
freddo..."
Così scriveva nel suo diario il maestro Emilio Alchini di
Vallata Agordina. Quel diario è uno dei documenti esposti nella mostra
"Leggere, scrivere, fare di conto" che si tiene a Caprile (BL) fino ai
primi di settembre.
Gian Antonio Sella - Corriere della Sera. del 18/7/2012
Per leggere l'articolo completo
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1HTKCV
Avarizia o grettezza d'animo? Noncuranza o impudenza?
RispondiEliminaChissà!
Già in tempi normali i tagli si abbattono regolarmente sull'istruzione e sulla sanità, figuriamoci in tempi di crisi!.
Si tratta di realtà che vivono come normale quotidianità condizioni di carenza o di deprivazione e, ciononostante, funzionano da sempre grazie alla tenacia dei singoli operatori,
Ultimamente ho sentito dire, che stranamente, quest'anno non abbiamo subito tagli, tengo a precisare che negli ultimi anni il personale ATA è stato progressivamente ridotto, ci sono stati: il dimensionamento, l'aumento del numero massimo degli alunni per classe, l'eliminazione delle compresenze, la riduzione sul sostegno, l'allungamento dell'età pensionabile per le donne...
LA SCUOLA HA GIA' DATO.
Addirittura in anticipo, direi.
Basta comunque parlare con uno qualunque dei nostri precari per rendersi conto della situazione globale e di come una rassegnazione dilagante stia abbattendo la capacità di indignazione di tutti noi.
E questo non è accettabile.
Il nostro dovrebbe essere un mestiere che dialoga con il futuro, che guarda oltre l'orizzonte... almeno proviamoci.
In realtà qualche taglio lo abbiamo subito e altri ne subiremo il prossimo anno visto che il prox anno tutte le classi funzioneranno a 27 ore.
EliminaPiù che la capacità di indignazione si è ridotta la capacità di reazione.